
Nuove risorse per sostenere la trasformazione della filiera automotive: 300 milioni per i Mini Contratti di sviluppo e 631 milioni per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale
Il settore automotive torna al centro delle politiche di sostegno agli investimenti con due importanti interventi che mettono complessivamente a disposizione oltre 900 milioni di euro per accompagnare le imprese nei processi di innovazione, riconversione produttiva e sviluppo di nuove tecnologie.
Le misure hanno caratteristiche e finalità differenti: da un lato i Mini Contratti di sviluppo, destinati principalmente agli investimenti produttivi; dall’altro il nuovo intervento del Fondo Automotive, focalizzato su programmi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ad elevato contenuto tecnologico.
Mini Contratti di sviluppo Automotive: 300 milioni per gli investimenti produttivi
Il Decreto ministeriale dell’11 agosto 2026 ha previsto una dotazione iniziale di 300 milioni di euro, incrementabile con ulteriori risorse, per sostenere programmi di investimento finalizzati all’innovazione e alla riconversione della filiera automotive.
La misura è aperta alle imprese della filiera automotive di tutte le dimensioni che realizzano investimenti in Italia e riguarda programmi con spese complessive pari ad almeno 5 milioni di euro e inferiori a 20 milioni di euro. I progetti possono essere realizzati anche congiuntamente da un massimo di cinque imprese; in questo caso l’investimento riferibile a ciascun partecipante non può essere inferiore a 1,5 milioni di euro.
Gli interventi possono riguardare, tra l’altro:
- sviluppo, ingegnerizzazione, testing e produzione di nuovi veicoli e soluzioni per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura;
- sistemi di alimentazione e propulsione finalizzati al miglioramento dell’efficienza e alla riduzione delle emissioni;
- diversificazione e riconversione verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo;
- progettazione, produzione, assemblaggio, trasformazione, remanufacturing e manutenzione avanzata di veicoli, componenti, sistemi e tecnologie;
- creazione di nuove unità produttive, ampliamento o riconversione di stabilimenti e ristrutturazione dei processi produttivi.
Sono invece escluse le imprese che svolgono esclusivamente attività di commercializzazione, distribuzione, intermediazione, noleggio o rivendita.
Tra le spese ammissibili figurano terreni e sistemazioni, opere murarie, macchinari, impianti e attrezzature nuovi, software, brevetti, licenze e know-how. Il programma produttivo può inoltre essere accompagnato da attività di formazione del personale e da progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Il sostegno sarà concesso attraverso una combinazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati e, nel rispetto delle discipline applicabili, potrà raggiungere complessivamente fino al 75% delle spese. Il finanziamento agevolato potrà avere una durata massima di dieci anni, oltre al periodo di utilizzo e preammortamento.
Particolare attenzione viene riservata alle PMI: nei primi sei mesi di apertura dello sportello il 60% delle risorse sarà riservato alle iniziative delle piccole e medie imprese e, all’interno di questa quota, il 25% alle micro e piccole imprese. Il 40% delle risorse sarà inoltre destinato agli investimenti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno. Sono previste ulteriori riserve per le imprese dotate di rating di legalità e di certificazione della parità di genere.
La data di apertura dello sportello per i Mini Contratti di sviluppo dovrà essere definita con un successivo provvedimento. Le domande saranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione, nei limiti delle risorse disponibili.
Fondo Automotive: 631 milioni per Ricerca e Sviluppo
Un secondo intervento mette a disposizione 631 milioni di euro per sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di rilevante impatto tecnologico nella filiera automotive. In questo caso il perimetro è rivolto prevalentemente a programmi di R&S con dimensioni sensibilmente maggiori: i progetti dovranno presentare costi ammissibili compresi tra 5 e 40 milioni di euro.
Possono accedere allo sportello le imprese che esercitano attività industriali e di trasporto, comprese le imprese artigiane, oltre ai centri di ricerca, che possono partecipare ai progetti congiunti in qualità di co-proponenti.
Le agevolazioni sono previste sotto forma di contributo diretto alla spesa, entro il limite del:
- 50% dei costi ammissibili per la ricerca industriale;
- 25% dei costi ammissibili per lo sviluppo sperimentale.
Può inoltre essere concesso un finanziamento agevolato fino al 20% delle spese. Il 40% delle risorse è destinato ai progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno.
Per i progetti presentati congiuntamente attraverso una collaborazione tra almeno un’impresa e uno o più organismi di ricerca è previsto un possibile incremento del contributo diretto di 10 punti percentuali per PMI e organismi di ricerca e di 5 punti percentuali per le grandi imprese, nel rispetto dei massimali previsti dalla normativa europea.
Sono ammissibili, tra le altre, le spese relative al personale impegnato nelle attività di ricerca e sviluppo, agli strumenti e alle attrezzature di nuova fabbricazione, ai servizi di consulenza, all’acquisizione o concessione in licenza di risultati della ricerca, brevetti e know-how, oltre alle spese generali e ai materiali secondo le modalità previste dalla disciplina della misura.
Apertura dello sportello il 25 novembre 2026
Per questa misura è già stata definita la data di apertura dello sportello: le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 10:00 del 25 novembre 2026, attraverso la piattaforma digitale dedicata. La gestione sarà affidata a Mediocredito Centrale, quale gestore del Fondo Crescita Sostenibile, insieme ai partner bancari e scientifici coinvolti.
Qualora le risorse disponibili non fossero sufficienti a finanziare tutti i programmi presentati, è prevista la formazione di una graduatoria basata anche su indicatori relativi alla solidità economico-finanziaria delle imprese.
Due strumenti diversi, una strategia comune per la filiera automotive
Le due misure rispondono quindi a esigenze differenti.
I Mini Contratti di sviluppo Automotive sono particolarmente orientati agli investimenti produttivi, alla realizzazione o trasformazione degli stabilimenti e all’acquisto di impianti, macchinari e tecnologie.
Il Fondo Automotive da 631 milioni è invece indirizzato a programmi strutturati di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, caratterizzati da un significativo contenuto tecnologico.
Per le imprese della filiera diventa quindi importante valutare preventivamente la struttura dell’investimento, le dimensioni del programma, la tipologia delle spese e la presenza di eventuali attività di ricerca e sviluppo, così da individuare lo strumento più coerente con il progetto previsto.
POLARIS TEAM supporta le imprese nell’analisi preliminare dei programmi di investimento, nella verifica dei requisiti di accesso alle agevolazioni e nella predisposizione delle pratiche di finanza agevolata.
Per valutare l’ammissibilità di un progetto di investimento nella filiera automotive e individuare la misura più adatta è possibile contattare i nostri consulenti.




